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giovedì 26 gennaio 2012

32

Eliminazione evitabile e immeritata


di powerage

Napoli Inter 2-0



Con la sconfitta di Napoli dobbiamo abbandonare la speranza di centrare un nuovo record: quello delle tre vittorie consecutive in Coppa Italia (impresa che non è mai riuscita a nessuna squadra, nella storia di questa competizione). Partita strana, determinata dagli episodi (decisivi gli errori di Thiago Motta e dell'arbitro Celi) e dall'eccessivo nervosismo di alcuni nostri giocatori. Nervosismo ingiustificato e ingiustificabile, in una partita controllata agevolmente fino al vantaggio partenopeo. E che, con l'ingresso a inizio ripresa di Alvarez al posto di un evanescente Obi, stava girando a nostro favore.

Si è partiti con il previsto 4-4-1-1, ma con una formazione molto meno rimaneggiata di quanto pronosticato dai quotidiani e dai siti Internet (rispetto ai titolari mancavano solo gli indisponibili Lucio, Nagatomo e Pazzini, oltre a Julio Cesar). Il Napoli ha schierato la formazione-tipo, lasciando in panchina Pandev.

La squadra ha giocato inizialmente molto coperta, provando solo sporadicamente qualche contropiede e soffrendo l'isolamento di Milito e la cronica incapacità di ribaltare l'azione con un numero di uomini almeno pari a quello della squadra difendente (le ripartenze erano sempre 2/3 vs. 6/7: come succede sempre, a causa delle caratteristiche dei nostri centrocampisti). Il primo tempo avrebbe potuto essere di totale tranquillità, perché il Napoli faticava a trovare spazi (nonostante il continuo movimento e l'ottima vena di Lavezzi, la generosità di Gargano e il tentativo di dare ampiezza alla manovra, con Zuniga molto largo sulla sinistra e la spinta di Maggio sulla destra) e sembrava in grande difficoltà nell'attaccare un avversario chiuso, ordinato e attento. Ma i pericoli siamo riusciti a crearceli da soli, con i due elementi deboli della prima fase di partita: un Chivu in pessima serata (tutti i pericoli arrivavano dalla sua parte, anche perché si era preso una giusta ammonizione dopo soli 24 minuti, per fallo su Lavezzi) e uno Sneijder isterico (gran brutta entrata con il piede a martello sulla tibia di Gargano, sciocca ammonizione per un tiro in porta dopo il fischio dell'arbitro; e continue proteste all'indirizzo del direttore di gara).

Nel primo tempo siamo riusciti ad avvicinarci alla porta di De Sanctis solo con un debole colpo di testa di Samuel su calcio d'angolo. ll Napoli ha sfiora il vantaggio con l'occasione capitata a Maggio, su lancio di Gargano (Chivu si è fatto scavalcare molto ingenuamente), cui ha risposto Castellazzi con una fenomenale deviazione in corner. L'altra grande occasione, a conclusion di un'azione di contropiede, è capitata sul piede destro di Aronica, che ha concluso con un tiro debole e centrale.

A inizio secondo tempo Ranieri ha azzeccato il cambio, inserendo Alvarez al posto di Obi e rivedendo lo schieramento in attacco, dal 4-4-1-1, che aveva lasciato troppo isolati Sneijder e Milito, all'albero di Natale (4-3-2-1, con Sneijder e Alvarez trequartisiti). La partita ha cambiato volto fin dai primissimi minuti della ripresa: per l'Inter la nuova disposizione in campo ha significato maggiore equilibrio, migliore qualità tecnica e superiore incisività/pericolosità della manovra offensiva. Purtroppo, a far girare l'incontro dalla parte del Napoli, sono arrivati due episodi sfavorevoli: prima, al 49°, lo sciocco rigore provocato da Thiago Motta (che ha perso banalmente il pallone in un contrasto al limite dell'area; e poi ha sgambettato per frustrazione Cavani, nonostante quest'ultimo, che si apprestava a tirare, fosse contrastato da altri due difensori nerazzurri; rigore netto, trasformato dallo stesso Cavani con un tiro centrale); poi l'incredibile rigore negato a Milito, steso da Maggio mentre si stava involando da solo verso la porta, su splendido suggerimento di Alvarez (invece del rigore con espulsione di Maggio, per fallo da ultimo uomo in presenza di chiara occasione da gol, è arrivata l'ammonizione del nostro centravanti per proteste).

Nell'ultima mezz'ora dominio dell'Inter, che tuttavia non è riuscita a concretizzare la netta superiorità: conclusioni da fuori area di Sneijder fuori di un soffio, occasione clamorosa non sfruttata da Alvarez, solo davanti a De Sanctis, mischie e rimpalli in area che solo per sfortuna non si sono tramutati in gol. E nel finale, a tempo scaduto, su un contropiede in superiorità numerica (l'Inter stava provando il tutto per tutto nei secondi finali, spostando anche Samuel in attacco, dopo essere passata al 4-2-3-1, con l'ingresso di Zarate al posto di Thiago Motta), è arrivato il 2-0, ancora di Cavani.


Partita sfortunata, risultato bugiardo. Purtroppo dobbiamo abbandonare la Coppa Italia già ai quarti, superati i quali avremmo avuto un'autostrada per la finale (il Napoli affronterà in semifinale il Siena).

Tra i migliori, il solito fenomenale Samuel, oltre a Castellazzi, Ranocchia, Milito e, nel secondo tempo, Sneijder e Alvarez. Sufficienti Cambiasso e Zanetti. Molto deludenti Thiago Motta, Chivu e Maicon. In difficoltà Obi, sostituito alla fine del primo tempo (peraltro è stato l'unico ad accompagnare le ripartenze di Milito e Sneijder: gli altri centrocampisti non ce la facevano).

Una menzione finale per l'ottima telecronaca di Tele Posillipo. Ah, no, era la RAI.



P.S.: congratulazioni alla Primavera di Stramaccioni, che, battendo i portoghesi dello Sporting per 1-0 (gol di Mbaye), si è garantita l'accesso alle semifinale della Next Generation Series.

martedì 24 gennaio 2012

40

Innestata la quarta. Ora si accelera o si frena?


di powerage


Considerazioni sparse sull’ultima di campionato

Sulla partita di domenica ha già detto molto (e bene) l’amico Veleno. Contro la Lazio abbiamo giocato male, sia nel primo tempo (gioco corale scadente, molti errori nei passaggi e l’assenza di Thiago Motta, a dettare i tempi e a dirigere le azioni di attacco, sempre più palpabile con il trascorrere dei minuti), sia nella primissima fase e nella seconda parte della ripresa (dopo l’uscita di Milito in particolare).

lunedì 23 gennaio 2012

21

Cosa vogliamo fare da grandi?


di veleno

Inter Lazio 2-1


Bella fregatura ricevere l’incarico di commentare una partita così.
Spero vi ricordiate che ho abbandonato da tempo il clichè di una volta, ovvero il resoconto dettagliato della gara; e di tornare sui miei passi, ora che il confronto con Powerage sarebbe catastrofico, non ci penso nemmeno.
Tanto l’avete vista tutti: netto regresso sul piano del gioco e sulla resa individuale, con punte di “eccellenza” per tutto il primo tempo, sulle quali ometto i nomi, per decenza e carità di patria.
Meritato vantaggio laziale, e la forte sensazione che “stasera non è serata”.

venerdì 20 gennaio 2012

43

Bella Inter anche nell'esordio di Coppa Italia


di powerage

Inter Genoa 2-1

Anche negli ottavi di finale di Coppa l'Inter ha sfoderato una prestazione molto convincente. Aria nuova, con l'inserimento di molti giovani (Ranocchia, Faraoni, Obi, Poli, Castaignos), con voglia di correre, di impegnarsi, di mettersi in mostra. La squadra non lascia mai nulla di intentato in tutte le competizioni e questa rimane una piacevole abitudine, ereditata da anni e anni di successi. E colleziona la settima vittoria consecutiva nelle competizioni domestiche.

giovedì 19 gennaio 2012

7

Il punto della situazione, tra il derby e la Lazio


di powerage


Dopo la bella vittoria nel derby, ci attende stasera la prima di Coppa Italia (ottavi di finale, h. 21 a San Siro), contro il Genoa. A parte le ovvie considerazioni sulla brillantissima scelta di luogo e orario (poi lamentiamoci se gli stadi sono vuoti: a Milano c'è un freddo polare e la partita sarà trasmessa dalla RAI), l’incontro di stasera sarà anche un intermezzo tra le due ultime sfide del girone di andata del campionato, entrambe contro squadre che ci stanno davanti in classifica.