di powerage
Napoli Inter 2-0
Con la sconfitta di Napoli dobbiamo abbandonare la
speranza di centrare un nuovo record: quello delle tre vittorie consecutive in
Coppa Italia (impresa che non è mai riuscita a nessuna squadra, nella storia di
questa competizione). Partita strana, determinata dagli episodi (decisivi gli
errori di Thiago Motta e dell'arbitro Celi) e dall'eccessivo nervosismo di
alcuni nostri giocatori. Nervosismo ingiustificato e ingiustificabile, in una
partita controllata agevolmente fino al vantaggio partenopeo. E che, con
l'ingresso a inizio ripresa di Alvarez al posto di un evanescente Obi, stava
girando a nostro favore.
Si è partiti con il previsto 4-4-1-1, ma con una
formazione molto meno rimaneggiata di quanto pronosticato dai quotidiani e dai
siti Internet (rispetto ai titolari mancavano solo gli indisponibili Lucio,
Nagatomo e Pazzini, oltre a Julio Cesar). Il Napoli ha schierato la
formazione-tipo, lasciando in panchina Pandev.
La squadra ha giocato inizialmente molto coperta, provando
solo sporadicamente qualche contropiede e soffrendo l'isolamento di Milito e la
cronica incapacità di ribaltare l'azione con un numero di uomini almeno pari a
quello della squadra difendente (le ripartenze erano sempre 2/3 vs. 6/7: come
succede sempre, a causa delle caratteristiche dei nostri centrocampisti). Il
primo tempo avrebbe potuto essere di totale tranquillità, perché il Napoli
faticava a trovare spazi (nonostante il continuo movimento e l'ottima vena di Lavezzi,
la generosità di Gargano e il tentativo di dare ampiezza alla manovra, con
Zuniga molto largo sulla sinistra e la spinta di Maggio sulla destra) e sembrava
in grande difficoltà nell'attaccare un avversario chiuso, ordinato e attento.
Ma i pericoli siamo riusciti a crearceli da soli, con i due elementi deboli della
prima fase di partita: un Chivu in pessima serata (tutti i pericoli arrivavano
dalla sua parte, anche perché si era preso una giusta ammonizione dopo soli 24
minuti, per fallo su Lavezzi) e uno Sneijder isterico (gran brutta entrata con
il piede a martello sulla tibia di Gargano, sciocca ammonizione per un tiro in
porta dopo il fischio dell'arbitro; e continue proteste all'indirizzo del
direttore di gara).
Nel primo tempo siamo riusciti ad avvicinarci alla
porta di De Sanctis solo con un debole colpo di testa di Samuel su calcio
d'angolo. ll Napoli ha sfiora il vantaggio con l'occasione capitata a Maggio,
su lancio di Gargano (Chivu si è fatto scavalcare molto ingenuamente), cui ha
risposto Castellazzi con una fenomenale deviazione in corner. L'altra grande occasione,
a conclusion di un'azione di contropiede, è capitata sul piede destro di
Aronica, che ha concluso con un tiro debole e centrale.
A inizio secondo tempo Ranieri ha azzeccato il
cambio, inserendo Alvarez al posto di Obi e rivedendo lo schieramento in
attacco, dal 4-4-1-1, che aveva lasciato troppo isolati Sneijder e Milito, all'albero
di Natale (4-3-2-1, con Sneijder e Alvarez trequartisiti). La partita ha
cambiato volto fin dai primissimi minuti della ripresa: per l'Inter la nuova
disposizione in campo ha significato maggiore equilibrio, migliore qualità
tecnica e superiore incisività/pericolosità della manovra offensiva. Purtroppo,
a far girare l'incontro dalla parte del Napoli, sono arrivati due episodi
sfavorevoli: prima, al 49°, lo sciocco rigore provocato da Thiago Motta (che ha
perso banalmente il pallone in un contrasto al limite dell'area; e poi ha
sgambettato per frustrazione Cavani, nonostante quest'ultimo, che si apprestava
a tirare, fosse contrastato da altri due difensori nerazzurri; rigore netto,
trasformato dallo stesso Cavani con un tiro centrale); poi l'incredibile rigore
negato a Milito, steso da Maggio mentre si stava involando da solo verso la
porta, su splendido suggerimento di Alvarez (invece del rigore con espulsione
di Maggio, per fallo da ultimo uomo in presenza di chiara occasione da gol, è
arrivata l'ammonizione del nostro centravanti per proteste).
Nell'ultima mezz'ora dominio dell'Inter, che tuttavia
non è riuscita a concretizzare la netta superiorità: conclusioni da fuori area
di Sneijder fuori di un soffio, occasione clamorosa non sfruttata da Alvarez,
solo davanti a De Sanctis, mischie e rimpalli in area che solo per sfortuna non
si sono tramutati in gol. E nel finale, a tempo scaduto, su un contropiede in
superiorità numerica (l'Inter stava provando il tutto per tutto nei secondi
finali, spostando anche Samuel in attacco, dopo essere passata al 4-2-3-1, con
l'ingresso di Zarate al posto di Thiago Motta), è arrivato il 2-0, ancora di Cavani.
Partita sfortunata, risultato bugiardo. Purtroppo
dobbiamo abbandonare la Coppa Italia già ai quarti, superati i quali avremmo
avuto un'autostrada per la finale (il Napoli affronterà in semifinale il Siena).
Tra i migliori, il solito fenomenale Samuel, oltre
a Castellazzi, Ranocchia, Milito e, nel secondo tempo, Sneijder e Alvarez.
Sufficienti Cambiasso e Zanetti. Molto deludenti Thiago Motta, Chivu e Maicon.
In difficoltà Obi, sostituito alla fine del primo tempo (peraltro è stato
l'unico ad accompagnare le ripartenze di Milito e Sneijder: gli altri
centrocampisti non ce la facevano).
Una menzione finale per l'ottima telecronaca di
Tele Posillipo. Ah, no, era la RAI.
P.S.: congratulazioni alla Primavera di
Stramaccioni, che, battendo i portoghesi dello Sporting per 1-0 (gol di Mbaye),
si è garantita l'accesso alle semifinale della Next Generation Series.






