Ancora una precisazione sui primavera: i debuttanti in categoria, in realtà, sono ben 10 su 24 della rosa. A quelli citati in precedenza vanno aggiunti il centrale difensivo Mitrovic ('92), praticamente fermo da un anno a seguito di un gravissimo incidente, e la talentuosa punta Longo ('92), che ha al suo attivo poche presenze, ma ha lasciato intravedere buone doti, che potranno meglio esprimersi nel prossimo anno, dopo il necessario ambientamento.
Può essere una curiosità interessante notare come dei 24 giocatori del '92 che hanno disputato il campionato giovanissimi nel 2006-7, solo due (Biraghi e Angarano) sono arrivati in primavera, anche se qualche altro, come Bertin, Gallinetta e forse Romanini, potrebbero rientrare dai prestiti il prossimo anno.
Questo dato, isolato significa poco. Ma se dovesse essere confermato nelle serie storiche avrebbe due implicazioni importanti:
1. Confermerebbe l'aleatorietà delle scelte precoci, anche quando i selezionatori sono di grandissimo valore come quelli dell'Inter.
2. Segnerebbe il definitivo tramonto delle visioni romantiche legate ai nazionalismi e più ancora ai localismi. E' evidente infatti che scegliere in tutta Italia (dai quattordici anni) o in tutto il mondo (dai quindici o dai diciotto) è meglio che scegliere in un'area ristretta. L'ampliamento delle possibilità di scelta è anche un fattore che impedisce la creazione di posizioni egemoniche ai limiti della legalità (sistema Moggi-Geas) e favorisce la democrazia del merito. E' chiaro che i più ricchi restano avvantaggiati, ma è anche vero che i più competenti, organizzati e lungimiranti nell'abbondanza del mercato mondiale possono rivaleggiare con chiunque. I casi dell'Udinese, della Fiorentina e dell'Empoli sono significativi.
Ancora una volta i dirigenti interisti sono stati tra i primi a comprendere la nuova situazione: da qualche anno infatti la nostra scelta è quella di bloccare precocemente i migliori talenti per poi portare a Milano a quattordici anni gli italiani e all'età minima consentita dai regolamenti gli stranieri. Quando le promesse vengono confermate
Passiamo agli Allievi Nazionali ('93), forse la squadra di punta del nostro settore, almeno tra i più “grandi”.
Il mister Gatti ha ereditato un gruppo che ha tanta qualità, ma è piuttosto difficile da gestire, per il carattere molto impulsivo di alcuni e per il forte individualismo di quasi tutti. L'esterno basso mancino Mazzoleni ha chiesto e ottenuto il cartellino (è quasi certo che giocherà nell'Atalanta), perché poco impiegato. Bessa (foto sopra) e Cocuzza sono stati protagonisti di mini risse con compagni, avversari e/o allenatore. Cocuzza, a gennaio, potrebbe essere dato in prestito. Anche Pecorini ha manifestato qualche motivo di scontento, che potrebbe acuirsi se davvero arrivassero Duncan e lo slavo Kosnic, o almeno uno dei due.
Bisogna dire subito che comunque Gatti sta facendo davvero un ottimo lavoro. Gli allenamenti sono uno spettacolo, per la meticolosità con cui il mister prova e riprova le varie situazioni tattiche e di gioco possibili. E i risultati si vedono. La squadra migliora di giorno in giorno. Chiunque entri sa perfettamente cosa fare. Se davvero verrà ulteriormente rafforzato il centrocampo (che per le finali dovrebbe poter contare anche su Crisetig) credo che la squadra possa lottare per il titolo. A voler essere pignoli manca una prima punta di rincalzo, perché Canini, anche a causa dei molti infortuni, non ha potuto ancora affermarsi, mentre i vari Hoxha, Mella e lo stesso Cocuzza sono più punte esterne che classici centravanti boa.
In porta sia il promettentissimo Di Gennaro che il lungo bresciano Crescenti danno pieno affidamento.
A destra si alternano Bianchetti, Cheremeh e Zita. Tutti giocatori di rendimento, in buona crescita, ma forse senza straordinarie prospettive.
I centrali sono nazionali e questo dovrebbe bastare. Galimberti sta finalmente irrobustendo la muscolatura. Ha fisico (oltre il metro e novanta) e piedi buoni per un difensore (nell'Atalanta aveva esordito da centravanti). Credo proprio sia una grande promessa. Solini si sta ambientando, ha un ottimo sinistro, deve solo velocizzarsi. A sinistra in grande progresso il nazionale elvetico De Sole: ha corsa e piede buono per i cross.
Il centrocampo è il reparto più ricco: dispone dei talentuosissimi Bessa (miglioramenti impensabili: alla tecnica sopraffina ora unisce un minimo di mobilità e di capacità di giocare con la squadra), Candido (fisico minutissimo, ma intelligenza calcistica super) e Romanò. Poi ci sono Pecorini, quantità e sostanza, che ha disputato prove alterne perché spesso fuori ruolo e la grande rivelazione Pasa, un '94 che gioca splendidamente da perno basso della mediana. Infine il duttile e potente Bellitta e Milani, ordinato e diligente.
Davanti il più interessante è forse Hoxha, recentemente passato alla scuderia di un potentissimo procuratore straniero. L'albanese ha grande velocità, tiro e senso del gol. Inoltre calcia con entrambi i piedi. I suoi auspicabili progressi sono da seguire attentamente. Bene anche Said (foto in basso), prima punta istintiva e di grande potenza che sta migliorando nei movimenti e nell'attitudine, in precedenza modesta, a giocare con la squadra. Mella ha fisico e tecnica: ha bisogno di giocare per abituarsi a scegliere la giocata giusta e per irrobustirsi. Infine Cocuzza: molto esile, deve irrobustirsi e avrebbe bisogno di giocare di più. Ha buona tecnica, velocità e fiuto del gol.
Personalmente mi aspetto che la squadra faccia un lungo cammino sulla strada che porta al titolo e che alcuni giocatori abbiano un buon futuro.
Detto che tra gli Allievi regionali, che come al solito dominano il loro campionato (tutte vittorie) il problema principale, in prospettiva è costituito da una difesa un po' carente sul piano della statura (anche se è in arrivo un difensore croato che ha fisico, ma forse piedi non particolarmente abili), vediamo brevemente quali sono gli uomini con maggiori prospettive. La punta Terrani sta attraversando un periodo di involuzione: segna meno che in passato e si sta trasformando sempre più in una seconda punta, capace di aggirare le difese e di mettere in mezzo palloni invitanti. Il ragazzo resta forse il più interessante, ma il suo processo di maturazione fisica e tecnica è solo agli inzi. La sola vera prima punta è Monachello, che ha potenza, fiuto del gol, discreta tecnica. Deve sveltirsi, acquisire velocità e rapidità. Doti che invece non mancano davvero a Isaach, spesso dirompente con la sua velocità e i suoi dribbling (a volte eccessivi, questo è un difetto da correggere assolutamente). Anche Biaye e Laraia hanno un'oittima media realizzativa.
Il segreto della squadra è comunque il suo centrocampo, dove spicca la tecnica individuale e la fantasia di Del Piero e Garritano: purtroppo nessuno dei due ha un fisico importante. Proprio lo sviluppo atletico ci dirà fin dove potranno arrivare questi due talenti, che da gennaio dovrebbero essere supportati da un nuovo arrivo: si tratta di un giovane senegalese che ha fisico, corsa e tecnica e si è messo sino ad ora in buona evidenza. Anche Bellone, spesso alle prese con vari infortuni, ha sicuramente capacità e buone prospettive. Dietro si conferma su ottimi livelli Bandini, pentre marini, strepitoso lo scorso anno, sembra essersi un po' fermato. Lo aspettiamo comunque a un pronto rilancio
Il problema più grande quest'anno è costituito dai Giovanissimi nazionali.
Partiti malissimo (eliminazione nei gironi allo Scirea) si sono ripresi faticosamente, ma ora sono terzi, a tre punti dall'Atalanta e a due dal Milan, con il quale hanno perso in casa lo scontro diretto. I problemi della squadra sono stati parecchi: molti gli innesti (10), non tutti riusciti, anche perché numerosi ragazzi hanno avuto difficoltà di ambientamento. Ora alcuni di essi (segnatamente lo stopper Businaro, gli esterni difensivi Da Rugna e Dalla Riva, il centrocampista Ilouga e l'esterno alto Losada) appaiono in ripresa e hanno fornito qualche bella prestazione. Alla squadra manca un po' di peso e in questo senso non hanno giovato i gravi infortuni di Di Stefano (centrale difensivo, per altro ottimamente sostituito dal '96 Sciacca) e Bertolino (esterno destro). Qualcosa di nuovo dovrebbe arrivare a gennaio, come mi è stato assicurato. Intanto è stato tesserato e gioca l'ottimo esterno sinistro Yaffa, che è addirittura del 31 dicembre 1996. sarà tesserato anche il fortissimo portiere croato strappato al Chelsea, ma dubito che giocherà con questa squadra. Detto di Cannataro, centrocampista di grande forza, i giocatori da seguire sono la punta Romano (tecnica e inventiva sopraffine, costretto a giocare da prima punta, senza esserlo), il centrocampista Mira (un vero talento, che deve molto migliorare come corsa e tenuta) e la punta esterna Pedrabissi, rapido, insidioso, con un gean fiuto del gol. Pedra deve però migliorare molto sul piano fisico-atletico, per ambire ai traguardi che le sue doti tecniche gli consentirebbero.
Nel finale di campionato la squadra è migliorata: a Bergamo ha disputato un'ottima prova pareggiando con la capolista (finalista allo Scirea), dopo aver dominato il primo tempo. Se la condizione atletica proseguirà ancora, si recupereranno gli infortunati, la squadra continuerà a crescere come collettivo e magari arriverà una vera prima punta, la lotta per il vertice del girone è tutt'altro che preclusa. Forza ragazzi, forza mister Cerrone: non dimentichiamo mai che come cantano i tifosi a San Siro per un'altra nostra squadra, ...”siamo noi, i campioni dell'Italia siamo noi...”
Luciano