di powerage
Sembrava una serata da tragi-comica fantozziana: dieci tiri in porta in mezzora, quattro legni colpiti, Lecce che mette un piede fuori dalla metà campo una sola volta e in quell'unica circostanza segna il beffardo gol dello 0-1.
Per fortuna le cose si sono poi messe a posto secondo logica e meriti e abbiamo portato a casa anche questi importanti tre punti. Che ci consentono di chiudere bene questa difficile prima parte di stagione, con la qualificazione agli ottavi di champions league (nei quali affronteremo l'Olympique Marsiglia) e con il quinto posto in campionato, a otto punti dalla vetta e a soli 6 punti dal terzo posto (peccato per quella sconfitta interna con l'Udinese; ma riconosciamo che in almeno un paio di trasferte la buona sorte è stata con noi).
Per fortuna le cose si sono poi messe a posto secondo logica e meriti e abbiamo portato a casa anche questi importanti tre punti. Che ci consentono di chiudere bene questa difficile prima parte di stagione, con la qualificazione agli ottavi di champions league (nei quali affronteremo l'Olympique Marsiglia) e con il quinto posto in campionato, a otto punti dalla vetta e a soli 6 punti dal terzo posto (peccato per quella sconfitta interna con l'Udinese; ma riconosciamo che in almeno un paio di trasferte la buona sorte è stata con noi).
Contro il Lecce è ancora 4-4-2, ma Ranieri rivoluziona la formazione: iniziano Faraoni, Alvarez e Forlan, con Zanetti in mezzo al campo, accanto a Thiago Motta, e con Cambiasso, Coutinho e Milito accomodati in panchina. Lecce schierato con il 3-5-2 (o 5-3-2?).
Lecce ovviamente molto chiuso. Inizio al piccolo trotto. Parte bene Alvarez, con qualche bella iniziativa sulla sinistra, mentre Forlan sembra invisibile. A Pazzini, come al solito, fischiano contro anche i respiri. I primi pericoli arrivano solo da corner. Ma l'impressione è che la difesa del Lecce sia davvero scarsa.
La nostra cerniera in mezzo al campo funziona bene e si recuperano molti palloni, ma come al solito le carenze sono in fase di finalizzazione, negli ultimi 20 metri, anche a causa di spazi molto intasati.
Al primo pallone perso in mezzo al campo (da Motta) parte il veloce contropiede del Lecce (19°): Muriel, in versione Cristiano Ronaldo, scatta in sospetta posizione di fuorigioco, si beve quattro difensori come birilli e scarica un gran destro rasoterra alla destra di Julio Cesar, portando in vantaggio il Lecce.
Al 23° grande azione di Forlan, che si libera in dribbling di un difensore, tira di sinistro dal limite dell'area, ma vede la palla, deviata in tuffo dal portiere, finire contro il palo.
Al 27° discesa sulla destra di Maicon, cross in mezzo, Pazzini brucia sul tempo ben tre difensori: gran colpo di testa, ma la palla non ne vuole sapere di entrare. Traversa.
Al 29° bomba di Zanetti dal limite, ma pallone leggermente alto.
29°40": punizione dalla destra, conquistata da Faraoni (ammonito Obodo): batte Maicon tagliato, colpo di testa di Samuel. Palla ancora clamorosamente sul palo interno, a portiere stra-battuto. Sfiga galattica!
33°: altro cross dalla destra, deviazione di testa di Forlan, ma la palla si spegne ancora una volta sul palo. Incredibile!!!
33° 30": gran cross dalla destra di Maicon, acrobazia di Pazzini sull'uscita del portiere. Ed è finalmente gol. 1-1.
L'Inter continua a premere. Percussione di Zanetti, steso al limite, vicino al vertice destro dell'area. Batte la punizione Forlan, ma contro la barriera. Al 39° tiro in diagonale di Maicon, che finisce abbondantemente fuori. Altro tiro da fuori area di Faraoni al 43°, troppo centrale e telefonato. E' un assedio. Piovono i cross in mezzo e il Lecce fatica a mettere piede fuori dall'area di rigore. Al 45°, pochi secondi prima del fischio dell'arbitro, Pazzini si mangia una clamorosa occasione di testa, deviando fuori un perfetto cross dalla sinistra di Nagatomo, che l'aveva trovato libero in mezzo all'area.
Primo tempo che doveva finire con tre gol di scarto a nostro favore. Stavolta, a dispetto dello schieramento super-coperto dell'avversario, le occasioni sono state numerose e la qualità del gioco molto buona. Purtroppo non sembra la nostra annata migliore e lo si vede anche dalle numerose circostanze sfortunate: non credo di avere mai visto una squadra colpire quattro pali in 45 minuti.
Doppio cambio di Ranieri a inizio ripresa: dentro Cambiasso e Milito al posto di Faraoni e Forlan. Nel Lecce, al posto di Olivera, entra Piatti, che subito svirgola il pallone su un contropiede insidioso del Lecce, al 45°30".
L'Inter sembra rientrare in campo con un piglio piuttosto deciso e con la ferma intenzione di portare a casa i tre punti.
E infatti, al 48°, strepitosa azione di Alvarez, che regge un contrasto sul centro-destra e serve uno splendido pallone filtrante a Milito, che torna El Principe: scatto e tocco sotto a saltare il portiere. 2-1 stra-meritato.
Altra grande azione di Milito sulla sinistra, palla a Cambiasso, che purtroppo, da buona posizione, perde l'attimo buono e si fa rimpallare il sinistro in corner.
L'Inter pressa alto e il Lecce fatica a uscire dalla metà campo. Maicon sembra tornato in gran forma e Cambiasso supporta bene l'azione offensiva. Alvarez è particolarmente ispirato.
Altra bella azione di Alvarez al 55°, ma il tocco in verticale a cercare Pazzini è leggermente fuori misura.
Le azioni pericolose si susseguono e si fa fatica a tenere il conto. Opportunità al 58° per Pazzini, su lancio di testa (!) di Cambiasso, ma il tiro di sinistro, dopo scatto di 40 metri, è completamente fuori misura.
In spazi larghi Alvarez sembra davvero incontenibile e gli avversari riescono a fermarlo solo ricorrendo al fallo.
In questo contesto di assoluto dominio dell'incontro e di vantaggio nel risultato, riusciamo a prendere un clamoroso contropiede in faccia (61°): Zanetti prova il recupero su Corvia, ma sul tiro Julio Cesar si oppone con la solita prodezza.
Al 63° gran diagonale di sinistro di Alvarez (che meriterebbe il gol), fuori di un soffio.
Il Lecce continua a essere pericoloso in contropiede (ma la leggenda metropolitana, stupidamente e gratuitamente denigratoria, non attribuiva solo a Leonardo le colpe dello sbilanciamento offensivo della squadra, con il suo presunto "andate su, andate su?"), grazie alla velocità di alcuni suoi giocatori; segnatamente, al 69°, è Cuadrado che scatta sulla destra e serve in diagonale Corvia, che calcia alto.
Al 71° esce Pazzini ed entra Obi (giusta mossa, secondo me). Passano due minuti e arriva il 3-1: grande lancio per Nagatomo, che con un dribbling da brasiliano si libera in area e serve al centro Cambiasso, che con una "spaccata" di destro infila il pallone nell'angolino alla destra di Gabrieli.
Subito dopo grande occasione per Di Michele, lasciato solo soletto in area, ma la sua deviazione di testa si spegne a lato, alla sinistra di Julio Cesar.
Altra gran parata di Julio Cesar, su sinistro di Di Michele, dopo una triangolazione in area. In quel momento l'Inter sta giocando in 10, perché Alvarez sembra essersi stirato (polpaccio?) e fatica a correre. Ma da semi-infortunato, all'80°, Alvarez segna il suo primo, meritato gol a San Siro, con uno stupendo sinistro al volo, dopo un'altra strepitosa percussione di Nagatomo sulla sinistra.
All'86° Maicon si prende un'ammonizione, reagendo infuriato a un brutto gesto di Giacomazzi (che allarga il gomito nel tentativo di fermare una sua penetrazione sulla destra).
Altra occasione per Thiago Motta all'88° (contorsione di testa su punizione di Cambiasso, deviata in angolo da un difensore del Lecce).
Finisce 4-1. Come si vede dalla fitta cronaca, è stata una partita bella, divertente, ricca di rovesciamenti di fronte e di occasioni da gol. Un bel modo per chiudere l'anno e per fare un regalo di Natale ai tifosi, delusi da una prima parte di stagione davvero mediocre.
Eccezionale come sempre Julio Cesar. Benissimo i due esterni difensivi (Maicon e un grande Nagatomo). Un po' distratti i due centrali difensivi. Prestazione maiuscola di Alvarez, coronata da un gol da campione. Bene Motta (anche se ha sulla coscienza il gol del Lecce) e Cambiasso, più che discreto Zanetti, che in qualsiasi ruolo dà sempre il suo contributo. Finalmente in ripresa gli attaccanti, che nel primo tempo sono stati solo sfortunati (Forlan è lontanissimo dalla migliore condizione, ma ha comunque colpito due pali). Tutte azzeccate le mosse di Ranieri. Il quale, a dispetto delle ingenerose critiche che gli vengono rivolte, sta gestendo benissimo il turnover. Sia tra un impegno e l'altro, sia in corso di partita (a volte non ho condiviso dei cambi, ma i risultati gli hanno dato ragione).
Bilancio del finale di stagione ampiamente positivo, con sei vittorie nelle ultime sette partite e miglioramenti sul piano del gioco (anche senza Sneijder e Forlan). Partenza horror, ma ci siamo rimessi in carreggiata. E nonostante tutto, a questo punto della stagione, abbiamo fatto meglio dell'anno scorso (stessi punti in campionato a parità di partite, qualificazione al primo posto nel girone di CL), con un Eto'o in meno (e scusate se è poco). Improbabile un girone di ritorno come quello dell'ultima stagione, ma sicuramente ci sono ancora margini di miglioramento, specie se dovessero tenere fisicamente gli uomini-chiave (continuiamo con il turnover!), se dovessimo recuperare al top della forma molti di coloro che sono mancati nella prima metà della stagione (Milito, Maicon, Forlan, Sneijder) e se dovessimo fare qualche mossa intelligente nel mercato di gennaio.
Buon Natale a tutti.
Powerage



20 -Vuoi dire la tua?:
Voto 8 ancor prima di leggere, per la scelta del titolo.
Ottimo, Power.
Quando dicevo che, al di là delle tare congenite, ci si era messa pure un bel po’ di sana sfiga, non ero andato troppo lontano dal vero.
A guardarle ora, il risultato di qualche partita, grida vendetta.
Ma va bene così: quando una squadra è più forte persino della sfortuna, non si può che gioire.
Sono stafelice per Alvarez e Nagatomo; mi rammarico solo che da questa rinascita siano rimasti (per ora) fuori Poli e Castaignos (su Jonathan sono pessimista).
Ma oggi è presto per fare altri discorsi: ne avremo tempo durante le Feste.
Oggi è solo tempo di dire grazie ai ragazzi e al Mister, per questo Natale finalmente felice e sereno.
....sono stato pessimista, ma è meglio esserlo ed esultare poi, che il suo contrario.... anche se ho fatto un piccolo pensiero cattivo.... adesso il buon Massimo chiude i cordoni della borsa...!!
io non farei molto sul mercato,tanto non c'è in giro chi ci fa fare il salto di qualità(o non ce lo possiamo permettere).Sono molto scettico su un nostro inserimento nella lotta per il terzo posto,perke nonostante abbiamo fatto 18 punti in 7 gare siamo ancora a 6 punti dall'obiettivo.Oltretutto questi punti li abbiamo fatti grazie ad un calendario favorevole(l unica con cui abbiamo giocato che ci è davanti in classifica è l'udinese ed abbiamo perso)ed alla qualificazione in champions anticipata che ci ha permesso di puntare tutto sul campionato.Bella la mentalità da provinciale dei ragazzi in questo ultimo scorcio di campionato,pesanti le 3 vittorie in trasferta(in italia è sempre difficile),scongiurata la b a natale a meno di cataclismi(fino ad un mese fa avevano 3 punti sulla terz'ultima)....insomma bene continuiamo cosi
...abbiamo superato la sedicesima giornata...se ora il calendario è stato favorevole, non lo sarà stato prima .... se recuperiamo tutti (gli scomparsi e quelli tornati da poco) ad un livello decente di forma, 6 (ma anche otto...) punti da recuperare, con 22 partite da giocare, non sono tanti : tutto dipende dal livello di gioco che (magari con qualche rinforzo mirato) si riuscirà a raggiungere. C'è vita su marte...
Grazie a Veleno.
Sono d'accordo con el mago. Non sarà affatto facile recuperare sulle seconde/terze (con le quali abbiamo tra l'altro perso in casa gli scontri diretti) e dobbiamo ancora dimostrare di saper vincere quando si alza l'asticella (finora, considerando anche la Supercoppa, abbiamo perso tutte le sfide contro squadre di medio/alta classifica). Vedremo. Io credo, come ho scritto nel post, che i margini di miglioramento siano ancora ampi.
Sul mercato. In realtà qualche nome che ci potrebbe far fare il salto di qualità in giro c'è. Ma è fuori dall'attuale portata delle nostre tasche, ahimé. Quando parlo di operazione intelligente mi riferisco a qualche inserimento funzionale a migliorare la rosa (rimediando ad alcune evidenti carenze) e a dare il ricambio a qualche giocatore che è bene avere al top della forma nelle partite decisive. Un mercato tipo quello del gennaio dell'anno scorso, insomma.
Eh si...al quarto palo sembravano davvero esserci tutte le premesse per catalogare la serata come "fantozziana". Meno male che uno scatto d'orgoglio dei nostri, unito alla scarsezza del lecce, ci ha permesso di vivere più serenamente - sportivamente parlando - questo Natale. Siamo a -6 dall'Udinese: a ben vedere, sarebbe bastato non perdere lo scontro diretto per trovarci a soli tre punti dai friulani: peccato, ma la strada è lunga e gennaio/febbraio potrebbero sorriderci, sulla carta (i bianconeri di Guidolin perderanno infatti 4 giocatori, di cui 3 cc, impegnati in coppa d'Africa). Ovviamente la condizione basilare è che venga fatto mercato: in tal senso, non sarebbe affatto male presentarci al derby di metà mese col nuovo centrocampista già a disposizione? Utopia? Temo di sì, purtroppo, dati i precedenti.
Personalmente arrivo alla pausa natalizia lievemente "soddisfatto", perchè ritengo che questi giocatori, e questa rosa così com'è assemblata, considerata anche la tragica scelta di affidarsi al Gasp! ad inizio stagione, difficilmente possano far meglio di 26 punti in 16 partite (purtroppo). Il calendario di inizio anno è duro, ma potenzialmente decisivo in un senso o nell'altro: Parma (devono essere tre punti), poi derby e Lazio: tre partite al Meazza, tre partite che potranno dirci se il terzo posto è davvero così irragiungibile.
Giuseppe,
sicuramente una stagione è fatta di alti e bassi.
Gli infortuni possono capitare (specie per un gruppo di potenziali titolari composto in via quasi esclusiva di ultra-trentenni e con gli unici due che hanno meno di tren'anni, Sneijder e Motta, che rivelano grande fragilità muscolare), ci possono essere le partite sfortunate, gli alti bassi di forma.
E se la rosa è costruita in modo non perfetto, si continua nell'immobilismo di mercato su certi ruoli e ci sono pochi soldi da investire, le difficoltà sono da mettere in conto.
Non sono però d'accordo quando dici che questa è una rosa da 26 punti in 16 partite. E' vero, lo ribadisco, che contro avversari di un certo spessore abbiamo sempre toppato. Ma credo che questo gruppo di giocatori valga qualcosa di più di quanto fatto finora in campionato.
La misura delle possibilità di ulteriore rimonta ce la darà la doppia sfida del finale del girone di andata (Milan e Lazio). In quelle circosatnze (sperando di arrivarci bene in termini di forma e organico a disposizione) si vedrà di che pasta siamo fatti e che cosa ci possiamo aspettare nella seconda metà della stagione.
Un aspetto che mi colpisce sempre di più è il tema della preparazione atletica.
Io non sono un esperto e quindi non voglio sbilanciarmi in giudizi che risulterebbero per forza di cose superficiali (ci vorrebbe un intervento di Amstaf, che però non passa più da parecchio da queste parti - ma anche altrove è tanto che non leggo suoi commenti).
Lo dico dopo avere visto all'opera ieri sera Pandev. Due assist, un gran gol in contropiede: sembra tornato quello della prima metà del 2010. Un giocatore completamente trasformato dal punto di vista atletico, rispetto a quello imbolsito, lento e che non reggeva un contrasto della stagione scorsa.
Come mai?
E' una domanda che è lecito porsi, secondo me.
Altro tema interessante da questa intervista a Bergomi (da www.fcinter1908.it), che riferisce un episodio di cui non ero a conoscenza (ma che non mi sorprende nemmeno un po'):
-------------
In conclusione un commento sulla vicenda Galliani (che aveva accusato Bergomi di non essere troppo equilibrato durante le telecronache del Milan per come aveva giudicato la simulazione di Boateng ndr), qual è il suo pensiero in proposito?
Sono tranquillo; nelle mie telecronache non accontento mai nessuno, pensi che addirittura mi chiamano i tifosi interisti per dirmi che sono troppo severo con la squadra. Sono consapevole di fare bene il mio lavoro e questo mi da forza; se tutti ragionano da tifosi non si va da nessuna parte.
Quando una persona è nel giusto non ha paura di dire la sua. E comunque sul caso del rigore di Boateng ho ricevuto durante la telecronaca messaggi di sostegno di colleghi milanisti che davano ragione alla mia esclamazione.
--------
Siamo in un Paese dove l'ex-Presidente del Consiglio è anche Presidente di una squadra di calcio, proprietario della componente privata del duopolio televisivo (ma con facoltà di nominare il cda del concorrente pubblico), con l'amministratore delegato della sua squadra che ha ricoperto a lungo il ruolo di Presidente della Lega Calcio, negoziando i diritti televisivi con l'azienda del proprietario della sua stessa società (quindi giocando a entrambi i lati del tavolo).
Niente di nuovo, per carità.
Solo un altro episodio poco edificante, nella marea di schifezze che si fanno, scrivono e dicono ogni giorno.
Ultima in ordine di tempo: la mancata squalifica di Ibrahimovic. Della serie: le regole ci sono, ma si applicano "ad squadram".
Quindi non sorprendiamoci della cultura del sospetto che continua a permeare anche le vicende calcistiche.
Sembriamo davvero un Paese del terzo mondo.
Io, Powerage, non credo che a questi livelli di professionismo possano esserci così tante dofferenze tra i preparatori atletici dell’Inter e quelli di altre squadre.
La spiegazione che mi do è quella che non sempre l’innesto di un calciatore nel contesto di una nuova squadra avviene senza contraccolpi.
Magari Pandev, così come altri prima di lui, ha respirato altrove un’aria più confacente al suo spirito. L’altra sera guardavo Biabiany: stessa metamorfosi. Secondo me, reggere i ritmi e le pressioni dell’Inter non è la stessa cosa che farlo a Napoli o a Parma o altrove. Poi, per fortuna, ci sono anche i casi opposti: il Cambiasso che giocava a Madrid, mi dicono non essere neppure lontano parente di quello che ci ha deliziato negli ultimi anni; e anche casi in cui il trasferimento non incide più di tanto: Ibra era un cecchino da noi, lo è stato a Barcellona (seppur fuori contesto) e lo è al Milan; Idem Eto’o.
Diciamo che le variabili sono troppe.
La mia regola aurea è sempre stata quella che quando un giocatore varca in uscita i cancelli di Appiano, smetto di interessarmi a lui: può far bene, può far male…sono fatti suoi.
Non so, Power: i 26 punti non rispecchiano il valore tecnico dei nostri giocatori, ma sai benissimo che a certi livelli contano parecchio altri fattori. Probabilmente senza il dramma-Gasp! delle prime giornate staremmo parlando di una squadra a ridosso delle prime posizioni: pero' e' innegabile che certe vittorie (Siena, Cesena) siano state colte in modo forse immeritato, seppur con cuore e orgoglio, quindi credo che - considerate tutte le variabili negative (condizione atletica inesistente per i primi due mesi, infortuni a raffica, il Gasp, ecc...) 26 punti siano allo STATO ATTUALE un buon bottino. Non scordiamoci che fino a tre settimane fa, subito dopo la partita con l'Udinese, buona parte di noi si augurava di arrivare al più presto a 40 punti, giusto per rendersi conto di come eravamo messi.
Di certo la rosa in condizioni normali (pochi infortuni, condizione fisica decente, un minimo di bilanciamento tattico) non e' inferiore ai 31-32 punti.
Veleno,
sicuramente in quello che dici c'è molto di vero.
Gli aspetti psicologici e motivazonali sono senza dubbio decisivi.
Io però mi limitavo a osservere l'aspetto fisico e atletico.
Biabiany è apparso in diverse circostanze inadeguato all'Inter (per qualità tecnica, movimenti, personalità), ma era un'atleta da noi, come alla Samp e al Parma.
Pandev invece è letteralmente trasformato. Dimagrito, più tonico e scattante, più resistente ai contrasti. Come il Pandev del gennaio/maggio 2010. Come il Pandev che in Inter-Barcellona partiva dal vertice della nostra area seminava in velocità gli avversari e dava il via al contropiede del 2-1. Come il Pandev di Inter-Cagliari, che giocava da trequartista al posto di Sneijder e sfornava assist e gol.
E completamente opposto dal Pandev-mozzarella dell'anno scorso: bastava che un qualsiasi difensore si appoggiasse in contrasto e lui volava a tre metri di distanza e perdeva il pallone. E la sua autonomia atletica era di 10/15 minuti al massimo. Al 16° era già in debito di ossigeno e camminava. Troppa differenza tra il Pandev di maggio e quello di dicembre 2011. Ci sarà pure qualche ragione, al di là degli stimoli e delle motivazioni.
OK, Giuseppe, tu ti riferivi a ciò che era possibile fare nella situazione contingente.
Avevo interpretato male, pensavo stessi parlando delle potenzialità di questa rosa in assoluto.
Un saluto a voi,
ieri sera una partita meno complicata del solito anche se ci sono stati diversi, troppi, svarioni a centrocampo e in difesa tenuto conto che si giocava con l'ultima in classifica (posizione, questa, "ampiamente" meritata dai leccesi).
Certo, rispetto a tutte le altre nostre partite di campionato, questa volta si è visto qualcosa di meglio in termini di "corsa" e "giocate", ma, ripeto, teniamo ben presente contro chi giocavamo.
Resto in ogni caso pessimista (realista) sulle nostre possibilità di arrivare in zona champions, sarebbe una vera e propria impresa e sinceramente non la ritengo possibile per tutto quello che(poco o niente)ci ha fatto vedere la squadra in questi mesi.
flavio
Bravo Power, è giusto sottolineare il lavoro oscuro ma redditizio realizzato da Ranieri in questi mesi. Ottima la gestione dei giovani, perfetto il turnover dell'intera rosa.
Ieri molti hanno scoperto che Alvarez non è poi quel "bidone" così precocemente dipinto.
Ottimo Nagatomo che migliora partita dopo partita, così come la premiata coppia Motta-Cambiasso. Assolutamente indispensabili.
Una squadra che deve ancora migliorare soprattutto nella gestione del risultato ma che sembra indirizzata verso la dimensione che merita.
Un bravo come detto al mister e anche ai nostri uomini mercato che alla lunga dimostrano di non aver fatto poi così male.
Premiato il mio isolato ottimismo delle settimane scorse, ma anche conscio che il difficile deve ancora arrivare.
Ranieri ad Inter Channel:
"...Quello che avete fatto (triplete ndr) ha del meraviglioso, tenetevelo ben stretto, perchè non capita a tutti. Tenetelo nel cuore, sempre".
Intanto l'Inter chiude al secondo posto, ad un solo punto dal milan, la classifica dell'annata 2011. Non proprio malaccio, direi!!!
Il che conferma, Francesco, che con un paio di innesti di peso al momento giusto avremmo potuto mantenere saldamente il dominio in Italia.
Vabbe', inutile tornare sui soliti discorsi. La proprietà ha deciso di seguire un'altra strada e dobbiamo farcene una ragione...
...e magari un allenatore diverso da quello scelto inizialmente.
Non si può voltare pagina puntando su una nuova filosofia di gioco, con gli stessi interpreti.
Dice bene Powerage, dice bene Francesco…
Tornare sulla vecchia cantilena degli errori fatti è inutile. Bisognava essere incazzati “in diretta”, mentre le cose accadevano, e sperare con tutte le forze che ci potesse essere una svolta. Invece così non è stato, e ci è toccato fare di necessità virtù.
Guardiamo al fututo, adesso: è quanto vi invito a fare sul mio prossimo post.
Lascia un tuo commento
La filosofia di "quelli che l'Inter..." è di divulgare la sana passione per l'Inter e per il calcio in generale, mettendo al bando ogni tipologia di violenza e le inutili chiassose polemiche che inquinano questa fantastica passione.
Chi commenta, quindi, è pregato di seguire questa linea.
La registrazione è consigliata* (per evitare la mancata pubblicazione dei commenti), firmarsi è assolutamente obbligatorio.
"Commenta come": Se sei registrato vai su "account google", in caso contrario seleziona il profilo "nome/url" e scrivi il tuo nome o nikname.
Grazie
*Registrazione Google
contatto privato con l'amministratore