venerdì 6 novembre 2009

La svolta?

Dinamo Kiev-Inter 1-2






Cento anni fa nasceva Angelo Moratti, regista, insieme al "mago" Helenio  Herrera, della "grande Inter", quella che vinceva tutto: Scudetti, Coppe dei Campioni, Coppe Intercontinentali.
Erano gli anni sessanta.
Personalmente non ho vissuto la gioia di quel periodo, ho visto solo qualche  sfuocato  video dell'epoca, "raccontati" e "colorati" dal grande Nicolò Carosio.
Non so, quindi, quanto l'Inter dell'altra sera si sia accostata all'Inter di quel tempo, non so quanto, ad esempio, Snaijder, Lucio e Milito abbiano emulato i grandi Mazzola, Picchi e Peirò, so solo che tutti quanti sono stati degni di quella gloriosa divisa nerazzurra proprio nella giornata tanto cara alla famiglia Moratti e alla storia di questa grande società.
Chissà se  Mourinho, nell'intervallo dell'incontro, ha voluto stimolare i suoi uomini ricordando loro, apparsi abbastanza "congelati" di fronte alla mostruosa furia atletica e mentale degli ucraini concretizzata da un fortunoso gol, le radici di quella maglia. 
In effetti nella ripresa i nerazzurri sono entrati in campo abbandonando la misteriosa timidezza europea che l'ha frenata in questa competizione, imponendo la propria sacrosanta grandezza grazie anche a qualche rischioso ma decisivo cambio effettuato dal mister.
Thiago Motta e Mario Balotelli al posto di Cambiasso e Chivu hanno mutato l'assetto tattico della squadra, trasformato in uno spregiudicato 4-2-1-3 ed in seguito ad un 3-3-1-3 con Muntari al posto di Samuel.
Spregiudicatezza senz'altro, ma soprattutto  un diverso approccio alla partita garantito da un fenomenale Snaijder appena rientrato da un serio infortunio, da un superlativo Lucio immenso leader della difesa e non solo, da un "freddo" Milito lucido e puntuale sul primo gol e dal "Super", proprio come il suo nik, Balotelli ormai consacrato anche in campo internazionale. 
I nuovi acquisti, quindi, contornati dagli ottimi "vecchi", hanno cancellato, spero definitivamente, questa sorta di maledizione europea che li accompagnava.
Deve essere questo un punto di partenza per una nuova e vincente fase in questo torneo prestigioso, senza pericolose illusioni. 
Servono tre punti nei prossimi due incontri, conquistabili solo giocando con questa mentalità e determinazione iniziando già dal prossimo incontro al "Camp Nou".



Il tutto sotto lo sguardo interessato del cavalier Angelo, padre di questa immensa Società.



13 lascia il tuo commento:

C'èSolol'Inter ha detto...

Tutti ci auguriamo che sia la partita della svolta, ma lo sarà solo se sapremo mantenere la stessa grinta, la stessa consapevolezza nei nostri mezzi!
Ciao
Sergio
C'èSolol'Inter!!!|ilBlog

UR55 ha detto...

Se il secondo tempo visto a Kiev diventerà lo standard nelle prossime partite, allora potremo mirare in alto, molto in alto...del primo tempo facciamo finta sia stato un brutto sogno.

luciano ha detto...

Caro Francesco, so di essere un rompiscatole, le cui idee sono poco gradite ai più, ma penso che un contributo alla discussione non possa che muovere dalle proprie convinzioni.
Ebbene, la mia convinzione è questa: non c'è stata nessuna svolta, se non nel risultato (che comunque non è poco, nella mia visione pragmatica del calcio).
Sul piano tecnico, tattico, agonistico è stata una delle tante ultime partite dell'Inter in Cl. E non poteva che essere così.
Come sai, la mia convinzione è questa: non siamo inferiori quasi a nessuno, in Europa, sul piano tecnico. Non credo alla mentalità e ad altre spiegazioni di questo tipo. Penso invece che siamo inferiori a tantissimi come corsa e come potenza e per questo andiamo spesso in difficoltà.
La partita di Kiev in questo senso non è stata diversa dalle altre: nel primo tempo finché gli avversari hanno corso il doppio di noi, raddoppiando e triplicando sempre, proponendosi in dieci perchè poi recuperavano la posizione prima di noi, la nostra superiorità tecnica non poteva emergere. La stessa cosa l'abbiamo vista nelle partite in casa col Barça e con la Dinamo, in quella disputata in Russia, nelle due giocate lo scorso anno con il MU.
Primo tempo rinunciatario (?) e secondo in notevole ripresa, contemporanea al calo degli avversari. Con Barça e MU non siamo riusciti a ribaltare il risultato perché comunque loro erano forti. Con i russi abbiamo ottenuto il pari e avremmo potuto vincere senza l'espulsione di Mario.
Con la Dianamo ci siamo riusciti perché tatticamente e tecnicamente loro erano leggermente inferiori agli squadroni precedenti(vedi Sheva che accusa i compagni per le loro ingenuità tattiche), perché il cambio Motta Cambiasso, ininfluente sul piano della corsa, ha aggiunto qualità tecnica; perché il cambio Mario Chivu ha sostituito un giocatore "molle" con uno capace di sbagliare, ma anche di spaccare sulla corsa e sulla potenza, avversari stanchi. Infine perché a quel punto si è giocato il tutto per tutto negli ultimissimi minuti, con una soluzione (1 solo difensore) disperata, rischiosissima e improponibile in altre situazioni.
Intendiamoci, ho provato una gioia incredibile per la vittoria e per il modo esaltante in cui è stata ottenuta. Ma questo non può impedirmi, a freddo, di fare ragionamenti, probabilmente anche sbagliati, ma che non posso cambiare.
Col Barça ci aggrediranno e non ci faranno uscire dalla nostra area, correndo il triplo per almeno un'ora. Se reggeremo, poi potremo anche vincere. Ma sarà durissima. Altro che mentalità. Se accettiamo inizialmente lo scontro a tutto campo i loro cursori (per di più abili tecnicamente) distruggeranno i nostri centrocampisti "di posizione" (Cambiasso, Motta, lo stesso generoso Deki, Snejider che non può reggere senza pause se fa il trequartista e il centrocampista. Gli stessi Maicon e Zanetti, proprio nella loro progressione devastante hanno il risvolto di non poter tornare immediatamente (soprattutto Maicon).
Quindi i problemi sono gli stessi di prima, con solo un'importante iniezione di fiducia e di ottimismo in più.
La situazione potrebbe poi migliorare se passassimo il turno e rinforzassimo l'organico con un paio di corridori anche buoni (esempio: Mariga del Parma e Inler).
Questa è la mia opinone. Mi scuso con tutti quelli che non la condivideranno, ma spero che si capisca il mio intento costruttivo

veleno61 ha detto...

Ok, andiamo con ordine.
Inizierei dall'amico Umberto.
Io non credo che il secondo tempo possa essere preso a modello di standard, perchè in vita mia ho visto ben poche volte una squadra reggere quell'intensità per 90'. Diciamo che l'ideale sarebbe diluire quella rabbia nell'arco di tutta la partita cercando di mantenere il livello medio abbastanza alto. Certo che se poi stai perdendo una partita in cui sei dentro o fuori, c'è ben poco da scegliere. Ma, voglio dire: spero di trovarmici ben poche volte in quella condizione.
Poi onestamente non me lo ricordo cos' brutto il primo tempo a tal punto da doverlo coprire con un velo pietoso.
Senza contare che un tiro capolavoro di Sneijder ad inizio gara non ha avuto la stessa fortuna di un tiro strippato di Sheva che è andato a disegnare l'unica traiettoria impossibile per il portiere.

veleno61 ha detto...

Poi rispondo all'amico Luciano, che sempre si scusa per il fatto di esprime pareri forse un pò controcorrente...non ce n'è affatto bisogno, Luciano: qui nessuno si sente depositario della verità assoluta, men che meno quando si parla di calcio, il quale -non dimentichiamocelo mai- si basa sui beffardi rotolamenti di una sfera.
A te ripeto che il primo tempo non mi è apparso affatto rinunciatario: vero è che gli avversari correvano più di noi, ma alla fin fine, tutto questo gran correre non ha prodotto che un tiraccio sporco che è finito in rete in modo casuale.
Il Barça, poi: anche qui aspetterei di vedere la pertita, perchè il Barcellona di quest'anno mi pare leggermente imballato ed alle prese col suo bel problemino di integrare Ibra nel collaudato meccanismo del suo gioco.
Certo, non al punto di farmi dire che andremo lì e li massaggeremo ben bene...ma neanche al punto di ritenere da oggi che ci massacreranno loro.
Insomma: dipende da partita a partita.
In definitiva però posso dire di non essere affatto d'accordo con te quando dici:
"Sul piano tecnico, tattico, agonistico è stata una delle tante ultime partite dell'Inter in Cl".
Proprio perchè a mio parere, sia tecnicamente (visto che stavolta avevamo tutti disponibili), sia tatticamente (specie dopo l'ingresso di Muntari, Motta e Balotelli) e soprattutto agonisticamente, la differenza con le precedenti gare si è vista eccome. Prova ne sia che abbiamo vinto.

luciano ha detto...

Veleno, conosco bene lo spirito del blog, altrimenti non ci scriverei. Eppure capisco che possa dar fastidio, a chi gioisce per un gran risultato, trovare un rompiscatole che, dopo le prime 24 ore di entusiasmo, non si fa travolgere dall'ottimismo ed esprime dubbi e perplessità.
Nel merito: abbiamo vinto perché la Dinamo, pur forte, non è né il MU né il Barça. Probabilmente avremmo vinto anche contro i russi, senza l'espulsione ingiusta di Mario. Nel senso che, esaurita la spinta degli avversari, noi cresciamo (vedi secondi tempi con Barça e MU). In più qui c'era l'azzardo della disperazione: dentro o fuori e abbiamo rischiato tatticamente il 2-0, cosa di cui Mou era consapevole. Dirai che la disperazione c'era anche col MU: ma quelli erano più forti degli ucraini e partivamo da 0-2. Comunque le occasioni le abbiamo create anche con gli inglesi, nel secondo tempo.
Fra pochi giorni avremo la risposta: se andremo a Barcellona con "mentalità offensiva" sin dall'inizio, a imporre il nostro gioco (e possibilmente vincere) avranno ragione i miei amichevoli oppositori dialettici e io non sarò mai stato più contento di venir sbugiardato. Se invece soffriremo la loro velocità, salvo riequilibrare la situazione alla distanza, forse avrò avuto un po' di ragione

UR55 ha detto...

Probabilmente ho espresso in modo poco chiaro la mia idea circa lo "standard nelle prossime partite" Ovviamente è fuor di dubbio che non è possibile che una squadra per 90' si esprima tutta la rabbia e l'intensità che sono state viste nel secondo tempo. Abbiamo visto "seddersi" i nostri avversari nel 2 tempo.
La mia speranza è, come espresso in altre occasioni, che la rabbia, l'intensità viste siano una costante in ogni incontro anche se vissuti in maniera discontinua in modo da "tirare il fiato". Spero di vedere da parte di tutti una maggior precisione negli appoggi, i raddoppi di marcatura sui portatori di palla avversari insomma un pò di sano pressing che impedisca o almenno renda meno lineare il gioco di avversari come quelli affrontati. Il Rubin che dovremo affrontare gioca alla stessa maniera della Dinamo. Per quanto riguarda il Barca, loro giocano in maniera più tecnica e quindi dovremmo avere meno problemi nel contenimento del loro gioco, soprattutto se ci metteranno quel tanto di determinazione che basta. Sono certo infatti che possiamo superare anche il Barca, non dico con facilità, ma soffrendo ed impegnandoci si, ne abbiamo i mezzi.

francescomisc ha detto...

Ma che rompiscaole? Che fastidio? Ma scherzi luciano?
Questo è un Blog di sano confronto, dove le tue analisi sono di una competenza fuori dal comune.
Hai ragione quando dici che siamo deficitari come corsa e potenza.
Zanetti non è più un under21;
Stankovic non regge i 90' ai suoi ritmi;
Snaijder non è un mostro di potenza;
l'attacco è abbastanza leggerino....come non darti ragione?
Dico allora che la mia e nostra speranza è quella di sopperire a questa palese lacuna con l'agilità e la classe, cosa ne dici?

francescomisc ha detto...

x ur55

caro umberto sai cosa penso? Che forse la partita al camp nou può essere meno "impegnativa" di quella contro il "tostissimo" Rubun.

un caro saluto

UR55 ha detto...

x Francesco

totalmente d'accordo il mio ultimo commento era infatti assolutamente finalizzato all'idea che possiamo superarli!

INTER INTER INTER INTER

luciano ha detto...

La partita di Barcellona sarà difficilissima, anche perché per loro risulterà decisiva.
Ma intanto sarà importantissimao l'incontro con la Roma.
Peseranno le ruggini per il durissimo incontro di Kiev. Il senso di rilassamento che sicuramente si avverte quando hai appena ottenuto un successo clamoroso. La condizione dei nostri uomini più importanti.
Se scendiamo in campo pensando di essere superiori, di gestire la partita perchè prima o poi il gol viene, potremmo avere spiacevoli sorprese.

Intanto a livello di settore giovanile i 4 nostri primavera si giocheranno domenica pomeriggio l'accesso alle semifinali contro la forte svizzera delle promesse Ben Khalifa e Xhaka (in realtà un marocchino e un albanese, che piacciono molto all'Inter, soprattutto il secondo). Altri tre nostri primavera (Destro, Tremo e Caldirola) saranno impegnati per gli Europei Under 19. Gli allievi non dovrebbero trovare molta difficoltà nel loro incontro casalingo (Interello, 10.30)ma sarà interessante valutare i progressi degli elementi maggior spicco, come il rientrante portiere Di Gennaro, la coppia di difensori centrali, entrambi nazionali, i centrocampisti Romanç eCandido, gli attaccanti Hoxha e bessa, già in gol a Bergamo, contro l'Atalanta.
Anche nelle altre partite ci sono molti ragazzi interessanti da seguire. In particolare i giovanissimi nazionali (unica squadra che non primeggia in classifica) dovranno tenere la posizione (secondi a due punti dai bergamaschi) confermando i miglioramenti recenti e aspettando l'occasione per rilanciare l'attacco al vertice

Bowie ha detto...

Sempre molto interessante leggervi. Veleno e Luciano hanno posizioni divergenti ma, assurdo, condivido entrambi.
Odio i giornalai che enfatizzano la vittoria di Kiev, parlano di svolta decisiva, di cambiamento di mentalità, ora Mourinho è un mago (prima veniva considerato l'ultimo degli allenatori).
La vittoria è stata certamente esaltate (per i modi in cui è venuta) ma gli eccessi, in un senso o nell'altro non mi piacciono e proprio in questi momenti preferisco stare "schiscio" perché non dimentico il primo tempo, la gara di San Siro contro la Dinamo, il match di Kazan.
Tecnicamente siamo forti, agonisticamente non eccelliamo ma dalla partita di Kiev ho avuto la conferma che anche in Europa abbiamo un'anima.

Bowie ha detto...

L'altro giorno altro test della Primavera contro il Pergocrema, penso organizzato appositamente per Arnautovic.
Ho letto di qualche buono spunto da parte dell'austriaco ma soprattutto a mettersi in luce è stato il rumeno Alibec autore di una tripletta.
Il ragazzotto sembra stia bruciando le tappe e sarà una bella lotta tra lui e Destro per conquistare le grazie del tecnico Mourinho.