Se riscontrate anomalie con questo nuovo template del Blog, comunicatemelo. Grazie

giovedì 5 novembre 2009

All'inferno e ritorno.

Dinamo Kiev – Inter 1-2 Champions League, 4° turno



Sentite capitan Zanetti a fine partita: “…dedico questa vittoria ad un nostro tifoso espesiale…Veleno 61, che per tutta la gara è rimasto sereno e sicuro della vittoria. Se mai un giorno vinceremo questa coppa, sarà al termine di una partita così, lo sento…”

A volte il calcio sa essere veramente pazzesco! Mi sentirei di abbinare quella di ieri sera alla famosa partita Inter-Sampdoria del primo anno di mister Mancini, quando, sotto di due a sei-sette minuti dalla fine, riuscimmo a vincere per 3-2.
Eppure, che ci crediate o no, ero tranquillo prima e durante lo svolgersi della gara.
Prima perché forse per la prima volta, affrontavamo una gara decisiva di Champions con tutti gli uomini disponibili.
Durante, perché finalmente vedevo l’Inter giocare senza cali di concentrazione, senza calcoli, senza paure.
Inoltre, aver saputo, prima del fischio d’inizio, che il Barça, l’Invincibile Armada, aveva pareggiato a reti bianche al cospetto del Rubin, mi ha fatto balenare la pazzesca ipotesi che, vincendo, saremmo stati primi nel girone, da ultimi che eravamo: troppe ne ho viste per non sapere che spesso accadono le cose più inverosimili quando la palla rotola. E così ero tranquillo quando Sheva l’ha messa alle spalle di Julio Cesar, con una di quelle traiettorie che ti fanno cadere le braccia.
Una maledizione.
Ma le maledizioni, per scomparire hanno bisogno di arrivare al top, all’orlo del baratro.
Restare a tre punti dovendo andare ancora a Barcellona e col Rubin-rivelazione in casa, voleva dire una sola cosa: eliminazione ai gironi! Peggio del peggior Mancini, peggio dello scorso anno. E chissà cos’altro: un’uscita di senno di Moratti, un rigurgito d’orgoglio di Mourinho…ed ecco che tutto quanto faticosamente costruito in un anno e mezzo di lavoro sarebbe svanito per sempre.




Doveva finire, prima o poi. Non potevamo perdere una partita giocata a quel modo: non certo impeccabile nel primo tempo e certamente non proprio ortodossa nella ripresa, ma ragazzi…la determinazione vista ieri è stata qualcosa di veramente impressionante.
E quando Milito ha pareggiato ero certissimo che avremmo vinto. Ecco perché, anche scherzandoci su, questa volta mi dedico la vittoria.

Cosa dobbiamo fare ora? Prendere atto che la maledizione può essere finita e che anche noi, al pari di chiunque, possiamo andare avanti in questa manifestazione.
Siamo capaci di giocare così, capaci di battere in casa sua ed in condizioni ambientali pure difficili, una signora squadra come la Dinamo: una consapevolezza che abbiamo rischiato di perdere per sempre visto che stavamo per convincerci che questa fosse una realtà stregata per noi.
Cosa NON dobbiamo fare? Iniziare a farneticare di improbabili spedizioni asfaltatrici in quel di Barcellona o pensare che d’ora in avanti la musica cambierà come per magia.
Gli artefici della metamorfosi siamo stati noi, in campo e in panchina: se sapremo ripetere tali prestazioni, potremo sperare di andare avanti (se la fortuna ci assisterà di contorno…).
Ogni partita è storia a sé.
Intanto godiamoci quella di ieri sera, che storica lo è stata davvero.

Un doveroso grazie a tutti. Ai ragazzi, a Mourinho.

Veleno61.

10 lascia il tuo commento:

Orgoglio nerazzurro ha detto...

Complimenti, condivido tutto, abbiamo dimostrato di essere una grande squadra capace di vincere con chiunque e dovunque, ed ora ancor più consapevoli dei nostri mezzi non dobbiamo spaventarci davanti a nulla ed affrontare tutti con il giusto spirito di gruppo e sacrificio.
un saluto.

4EverInter ha detto...

e adesso tutti a Barcellona....convinti almeno che possiamo giocarcela....
Il risultato poi si vedrá !

gifa75 ha detto...

Quante emozioni condensate in 5 minuti. Mi sento quasi ripagato da 1 anno senza vittorie. Però, come sottolinea giustamente veleno, da qui a pensare che la brutta musica sia finita per sempre ce ne vuole.
Dobbiamo solo continuare così e vedere fin dove si arriva.
Speriamo che quest'anno ci sia anche una cilegina sulla torta...
Un saluto a tutti

Giuseppe

Space Inter ha detto...

Complimenti per l'articolo !! Davvero molto bello, come fantastiche son le prime 4-5 righe !!

Ciao

http://spaceinter.blogspot.com/

C'èSolol'Inter ha detto...

Caro veleno, nelle tue parole trovo le mie stesse emozioni, nel tuo abbraccio, la mia stessa gioia!
AVANTI INTER!!!
Sergio
C'èSolol'Inter!!!|ilBlog

Entius ha detto...

Veleno. Anche io ci credevo. Ero ottimista e anche se tutto andava storto sentivo che non poteva (e non doveva) finire in quel modo.
FORZA INTER !!!!

francescomisc ha detto...

Non nego che ho temuto il peggio!!!
Più si sbagliavano gol fatti, più aumentava il mio timore di...retrocedere in uefa league, la serie B europea.
Sarebbe stata una grande batosta dalle mille ripercussioni.
Poi è emerso il cuore e la classe di tutti gli interpreti in campo e del suo grande timoniere.

francescomisc ha detto...

ps: scusatemi per la poca presenza in questi giorni.
Ho dovuto fare manutenzione al mio PC e finalmente sono passato all'"open souce" di linux-Ubuntu liberandomi finalmente dai vincoli di Bil Gates.

luciano ha detto...

Articolo commovente, caro Veleno. Ora sta a noi tifosi, soprattutto del Nord, contribuire con un sostegno totale e incondizionato nella partita con i russi a far sì che le emozioni e le gioie provate durante Dinamo Inter non si rivelino illusorie

Gimon24 ha detto...

Un saluto dalla fantastica terra e città di Julio Cesar e di Philippe Coutinho, ossia Brasile e Rio de Janeiro, dove mi trovo da dieci giorni.

Ho esultato come voi tutti, sia pure davanti alle immagini di Espn Brasil... immagino le espressioni stupite di chi, passando in quei momenti per la strada, si sarà chiesto: ma chi è quel folle che ulula al cielo, trasfigurato in volto, dal terrazzo di fronte alla spiaggia di Leblon, davanti ad un tramonto struggente e rosso di felicità nerazzurra...?!?

Una vittoria importante e meritatissima, pur nelle difficoltà di una gara resa difficile dagli episodi e da un avversario bravo e determinato, oltre che dal freddo. Una vittoria di tutti, squadra, allenatore, società e... noi tifosi!

Sono d'accordo con Veleno, adesso l'importante è giocarsela con maggiore convinzione dei propri mezzi, ma anche di come per vincere in coppa, a differenza del campionato, sia necessario mettere in campo tutta la qualità e la determinazione di cui si dispone... sempre. A volte può non bastare per vincere, ma è la condizione imprescindibile per poterci provare.

Per il resto, abbiamo vinto solo una partita e adesso dobbiamo pensare alla qualificazione e, perché no, al primo posto nel girone. E sarebbe una soddisfazione non indifferente, con squadre come Barcellona, Rubin Kazan (a proposito, davvero una squadretta quella dei campioni di Russia, vero cari giornalisti italiani?), e Dinamo Kiev...

La mia sensazione è che, con la squadra titolare al completo, siamo davvero forti, anche in Europa.
In Italia, poi, siamo travolgenti, addirittura.
Ed è sempre la gioia principale, almeno per me. Il quinto scudetto, prima di ogni altra cosa. Mi sembra che Mou e i ragazzi stiano facendo benino ultimamente a tal proposito...

Poi, con un paio di innesti (giovani ed integri), dotati di forza e tecnica in mezzo, in modo da portare a 16-18 il numero di possibili titolari (Pandev e/o Arnautovic inclusi), e preservando così la fragilità di Thiago Motta (che belle le sue lacrime di gioia alla fine della battaglia di Kiev!), e le energie di Cambiasso, Deki e Snejider (mamma mia, Wesley...), potremmo toglierci delle belle soddisfazioni, ovunque, anche in giro per l'Europa.
Perché Mou ha creato un gruppo capace di dare tutto per cercare di vincere.
E se anche alla fine non vi riesce, a volte, non gli si può non dire grazie per tutto questo.
Infatti, avevo scritto queste cose sin dalla partita persa contro la Lazio in supercoppa, ad agosto a Pechino.
Le ripeto oggi dopo le emozioni forti di Kiev, grazie Mou e grazie ragazzi.